Pubblicazione: 06/04/2020 Ultimo aggiornamento: 2020-04-06 19:54:16

Pubblicato sulla prestigiosa rivista l Journal of Clinical Medicine un lavoro scientifico del Prof. Pietro Hiram Guzzi, associato di 'SISTEMI DI ELABORAZIONE DELLE INFORMAZIONI', dell’UMG


E’ stato pubblicato sulla prestigiosa rivista l Journal of Clinical Medicine un lavoro scientifico del Prof. Pietro Hiram Guzzi,  dal titolo “Master Regulator Analysis of the SARS-CoV-2/Human Interactome”.

 Il lavoro è stato svolto in collaborazione con Federico M. Giorgi, Daniele Mercatelli e Carmine Ceraolo del Dipartimento di Farmacia e Biotenologie dell’Università di Bologna. La collaborazione ha prodotto, grazie all’esperienza sulle mappe di interazione proteica del Prof. Guzzi, mappa delle interazioni che avvengono tra le proteine del virus COVID-19 e quelle umane, mostrando quali sono “attivate” e quali “disattivate” dall'azione di Sars-CoV-2.

 “Conoscere gli effetti molecolari di questo virus sulle proteine umane è fondamentale per definire strategie farmacologiche efficaci, atte ad inibire le interazioni che potrebbe costituire una via terapeutica in grado di limitare gli effetti distruttivi del Sars-CoV-2 e di altri coronavirus sulle cellule umane”.

 L’analisi ha permesso di evidenziare sia meccanismi di difesa delle cellule umane, ad esempio per contrastare l’ingresso del virus, sia strategie utilizzate dal Sars-CoV-2 per diffondersi nell’organismo, ad esempio attraverso proteine che favoriscono la sua replicazione.

 I beta-coronavirus sono una sottofamiglia dei coronavirus che provoca principalmente malattie respiratorie ed intestinali. Ad oggi conosciamo sette beta-coronavirus in grado di attaccare gli umani, di cui tre particolarmente pericolosi: Sars-CoV, il virus che provoca la Sars, Mers-CoV, che provoca laMers, e il nuovo coronavirus Sars-CoV-2, che causa la Covid-19 e ha già contagiato più di un milione di persone in tutto il mondo.

Lo studio del Prof. Guzzi e dei suoi colleghi ha permesso di identificare alcune proteine che svolgono un ruolo rilevante nel momento in cui il nuovo coronavirus entra in contatto con una cellula umana. Una di queste (chiamata MCL1) è un regolatore della morte cellulare (apoptosi) e viene attivata dalla cellula come meccanismo di difesa antivirale: per cercare di fermare l’attacco del virus, la cellula avvia una serie di reazioni che ne provocano la morte. L’azione di altre proteine viene invece ridotta al momento dell’incontro con il coronavirus. Ad esempio la proteina EEF1A1, il cui “spegnimento” riduce la capacità del virus di replicarsi.

 Il lavoro scientifico, dice il Prof. Guzzi, dimostra come le tecniche di simulazione e gli algoritmi di analisi di dati ed interazioni in ambito biologico possono costituire una opportunità per lo sviluppo di soluzioni farmacologiche e cliniche a supporto dei colleghi di area biologica e medica. Il lavoro inoltre testimonia come l’Università di Catanzaro possa costituire un riferimento per alcuni lavori anche per altri Atenei italiani. Il lavoro di collaborazione e di attività di contatti internazionali dona i suoi frutti.


 

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