Le nuove frontiere nella lotta al dolore cronico, l’UMG Con Il Progetto 'No Mor Pain' ridisegna il futuro della terapia personalizzata per Il trattamento della fibromialgia
Nell’ambito del progetto, l’UMG ha ospitato un appuntamento sui primi risultati ottenuti, al quale hanno partecipato il prof. Francesco Brancati dell'Università dell'Aquila e la prof.ssa Daniela Caccamo dell'Università di Messina. Diverse le sezioni tematiche dedicate al ruolo della medicina di precisione e dei biomarcatori per personalizzare il trattamento. Studi specifici sono stati orientati all’analisi della correlazione tra stress ossidativo, sistema immunitario e recettori in patologie complesse come la fibromialgia e l'osteoartrosi. Inoltre, è stata avviata un’innovazione metodologica "Organ on a chip" che riguarda la transizione dai modelli in vivo alle tecnologie "Organ on a chip". Il progetto dedica, inoltre, grande attenzione anche all'approccio biopsicosociale, focalizzando l’attenzione sulla complessità dell'individuo, integrando lo studio del microbiota con l'analisi dei profili psicologici e dell'impatto sociale della malattia.
Il progetto ha attivato anche una sinergia virtuosa tra il mondo accademico, le istituzioni e le associazioni. All’evento scientifico, svoltosi all’Università di Catanzaro, ribadendo la necessità di lavorare insieme per garantire servizi concreti e trattamenti personalizzati ai pazienti su tutto il territorio nazionale, sono intervenuti anche la dott.ssa Silvia Ceniti del Ministero della Salute e il Prof. William Raffaeli, presidente Fondazione ISAL con cui l’Umg ha una collaborazione ultradecennale. La fibromialgia ha sofferto e soffre di un profondo 'stigma dell'invisibilità'. A livello sociale e anche mediatico, per troppo tempo, questa patologia è stata prigioniera di un paradosso: un dolore onnipresente per chi lo vive, ma 'invisibile' per gli strumenti diagnostici tradizionali. Questo ha generato un vuoto sul quale ricerca, formazione e comunicazione sono sinergicamente impegnate nell’ambito del progetto. "No MOR Pain”, finanziato nell’ambito del PNRR, non risponde infatti solo ad un'esigenza medico-sanitaria, ma anche ad una finalità sociale. Come sottolineato dal Magnifico Rettore dell'Università Magna Graecia, prof. Giovanni Cuda, Catanzaro si conferma un polo d'eccellenza capace di guidare network di ricerca complessi e di alto profilo scientifico con ricadute importanti sulla qualità della vita della popolazione. In una fase storica in cui il dolore cronico colpisce milioni di persone, l'iniziativa "No MOR Pain" si pone come un faro di speranza sulla base di evidenze scientifiche e sperimentazioni che mettono al centro il paziente e la sua dignità.
Le attività di ricerca in corso nell’Ateneo di Catanzaro sottolineano, inoltre, il valore aggiunto delle proprietà terapeutiche di alcuni prodotti locali, quali ad esempio il bergamotto, che sono al centro di una linea di ricerca dell’Umg finalizzata alla promozione della salute pubblica.
















